San Luigi Scrosoppi, il patrono mondiale del calcio: storia e valori

Il 26 settembre c.a. ad Orzano, i rappresentanti della fondazione austriaca “Luigi 1884” Fonds e.V., hanno incontrato ufficialmente le suore della Provvidenza per una donazione a favore del progetto “Alegria” destinato alla gioventù bisognosa di Sorocaba in Brasile. Erano presenti l’Arcivescovo di Udine mons. Riccardo Lamba, la superiora generale delle suore della Provvidenza, le autorità locali e regionali e un nutrito gruppo di suore. Questa donazione fa seguito alla proclamazione di San Luigi a patrono mondiale dei calciatori, patrocinata dalla Fondazione stessa.

Ma perché fu scelto proprio il nostro san Luigi come protettore dei calciatori? L’ispiratore di questa iniziativa fu il signor Manfred Pesek, e il volume “San Luigi Scrosoppi patrono dei calciatori, calciatrici e tifosi” (pubblicato in tedesco ad agosto 2026 dalla Fondazione “Luigi 1884”), ci aiuta a capire le motivazioni che hanno portato a questo.

La nascita di un’idea: la ricerca scientifica

Tutto è iniziato nel 2010, l’anno dei mondiali di calcio. Tornando da Napoli, Manfred Pesek, grande imprenditore e appassionato di calcio, si pose una domanda tanto semplice quanto inedita: “Chi è il santo protettore del calcio?”

Per trovare una risposta, Pesek decise di coinvolgere il noto filosofo e teologo tedesco Nikolaus Knöpfler dell’Università di Jena. Il professore, inizialmente colto di sorpresa, trasformò la richiesta in un vero e proprio progetto di studio accademico. Coinvolgendo gli studenti di due università, venne analizzato un database di circa 13.000 santi canonizzati. L’obiettivo della ricerca era chiaro: individuare un santo che in vita avesse avuto un legame profondo con i bambini, l’educazione, lo sport e lo spirito di comunità – tutti pilastri fondamentali del mondo del calcio. Vennero esaminati diversi candidati per la fase finale ma, dopo una selezione rigorosa, molti non risultarono del tutto idonei. Al termine dello studio emerse una lista di dieci proposte scientifiche, e da questo elenco spiccò un nome in particolare, approvato con assoluta certezza da entrambi gli atenei: Luigi Scrosoppi.

I motivi della scelta: virtù sul campo e oltre

A giocare un ruolo decisivo è stata la vita stessa del santo, interamente dedicata all’educazione e al riscatto sociale delle bambine più vulnerabili. Inoltre, padre Luigi incarna alla perfezione le virtù indispensabili anche nel gioco del calcio: lo spirito di squadra, la correttezza, la perseveranza, l’affidabilità, il sostegno reciproco e la disciplina. Qualità che sostengono la squadra in campo, ma che valgono soprattutto nella vita.

C’è poi un altro elemento geografico significativo: san Luigi era originario di Udine, in un territorio che oggi fa parte dell’Euregio (l’unione transfrontaliera che unisce Carinzia, Veneto, Friuli, Slovenia e Istria). Questa terra, capace di superare i confini per creare legami, riflette una bellissima analogia con il calcio: uno sport universale, in grado di unire le persone al di là di frontiere, lingue e culture. Forte di queste motivazioni, la candidatura venne presentata e approvata ufficialmente dal Vaticano.

Dalla Carinzia a Roma: i simboli del patronato

La proclamazione ufficiale è avvenuta in Austria, durante una messa solenne nella parrocchia di San Giovanni Battista a Pörtschach am Wörthersee (in Carinzia). In quell’occasione, il vescovo di Gurk-Klagenfurt, Mons. Alois Schwarz, ha dichiarato San Luigi Scrosoppi patrono di tutti i calciatori, delle calciatrici e dei tifosi. Durante la funzione è stata svelata una statua in legno a grandezza naturale del santo, commissionata alla storica bottega d’arte sacra Ferdinand Stuflesser 1875 di Ortisei (Val Gardena), caratterizzata da un’iconografia del tutto sorprendente: San Luigi è raffigurato mentre tiene in mano un pallone da calcio.

Un’opera gemella è stata successivamente donata e inaugurata a Roma il 5 dicembre 2025 nella Chiesa di San Valentino (quartiere Parioli), a pochissima distanza dal Foro Italico e dallo Stadio Olimpico. La solenne cerimonia di benedizione è stata presieduta da S.E. Mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione.

Con questo gesto, la Chiesa ha voluto sottolineare una volta di più come lo sport sia un formidabile strumento di dialogo, promozione e inclusione sociale per i più giovani, rispecchiando fedelmente l’operato educativo svolto da Padre Luigi nel corso della sua vita.

La Fondazione ‘Luigi 1884’ vuole definirsi la continuazione moderna dell’opera del nostro padre Luigi, traducendo i suoi valori in azioni concrete e innovative attraverso il calcio e la responsabilità sociale: un esempio di come fede, solidarietà e sport possano unirsi per cambiare in meglio la società. Una testimonianza tangibile di questo impegno l’abbiamo vissuta proprio a Orzano, grazie al finanziamento del progetto “Alegria”: un aiuto concreto destinato alla gioventù bisognosa della periferia di Sorocaba in Brasile.

La comunità di Orzano

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